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Festa della battitura
Il pane e l'uomo
di Giuseppe Amantini
La battitura è la storia di un grande amore, quello delluomo con la terra, un amore
che si perde nella notte dei tempi e che, nel corso dei secoli, ha generato tradizioni
religiose e folcloristiche; ha stimolato lintelligenza ad inventare macchine sempre
più perfette ed ha guidato la mano a costruire oggetti, raccolti oggi nei musei come
opere darte.
Laratura, la semina, la concimazione, la mietitura, la carratura e la trebbiatura
sono momenti significativi di una liturgia che inizia ad ottobre per concludersi a luglio
in una festa quasi paesana.
Bambini, donne e uomini, alle prime luci dellalba, al ritmo rumoroso di un motore,
in unaia tirata a lucido, cominciano lultima fatica che assicura il pane per
lintero anno.
Mani veloci portano il grano nel granaio, sistemano la paglia e la pula. Di ora in ora
aumenta la stanchezza che non opprime ma esalta. Al termine una sirena riempie laria
di un suono acuto mentre padrone, contadino, un fraticello cercatore, macchinisti, operai
e amici si ritrovano intorno ad una tavola allaperto.
Scompaiono piatti di pastasciutta, di anatra, di oca, di piccione e boccali di vino.
Cè anche il torcolo, il vinsanto e la sigaretta offerta dal padrone. Alla fine la
stornellata che chiude una giornata importante con rime salaci cantate a squarcia gola per
esaltare il pane, frutto della terra e del lavoro delluomo.
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